migliore o peggiore che sia..il sucessivo aiuta a dimenticare ciò che non ci è piaciuto dell'attimo precedente o ci consente l'edonistico piacere di annegare nella nostalgia
Già... sottoscrivo e sottoaccordo... e, in genere, quando ci si illumina, si è troppo intenti a fare altro anche solo per ricordare a cosa si stava pensando... Certi pensieri sono come i sogni che, la mattina, già li hai dimenticati...
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri, non accontentarmi di piccole gioie quotidiane...
F.B.
Sono d'accordo con Arte... Beati quelli che sanno porsi nell'ascolto e nell'attesa del dono. Ora quello che più mi riesce difficile fare è proprio questo. E' come avere fame, e tanto cibo a disposizione, e non saperne mangiare.
Poi a volte mi vergogno pure un pò, mi sembra di lamentarmi del grasso...
e' difficile ricevere, e' come se si dovesse essere disposti a ricevere, mentre il donare puo' essere piu' istintivo...e' fors epiu' facile conservarsi il proprio nulla???
@vesuvio: intendi dire che ci accontenta, che non si tenta di andare oltre? e perchè? per paura, pigrizia, noia? perchè al contrario già si sa, o si suppone di sapere, come andrà a finire?... grosso dilemma. Ci convivo quotidianamente con questo dubbio...
11 Comments:
...
meditiamo, Piè, meditiamo.
e siamo speranzosi.
Intanto che bello rileggerti!
Com'è vero. Resta la domanda: perchè è così?
migliore o peggiore che sia..il sucessivo aiuta a dimenticare ciò che non ci è piaciuto dell'attimo precedente o ci consente l'edonistico piacere di annegare nella nostalgia
c'è poi gran differenza fra il non avere nulla e il non poter ricevere il troppo? non so...
@Hertz: secondo me in entrambi i casi il problema può ridursi al non saper ricevere (che a volte è più difficile che dare).
E mi sono risposta da sola.
Già... sottoscrivo e sottoaccordo... e, in genere, quando ci si illumina, si è troppo intenti a fare altro anche solo per ricordare a cosa si stava pensando... Certi pensieri sono come i sogni che, la mattina, già li hai dimenticati...
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri, non accontentarmi di piccole gioie quotidiane...
F.B.
Sono d'accordo con Arte... Beati quelli che sanno porsi nell'ascolto e nell'attesa del dono. Ora quello che più mi riesce difficile fare è proprio questo. E' come avere fame, e tanto cibo a disposizione, e non saperne mangiare.
Poi a volte mi vergogno pure un pò, mi sembra di lamentarmi del grasso...
e' difficile ricevere, e' come se si dovesse essere disposti a ricevere, mentre il donare puo' essere piu' istintivo...e' fors epiu' facile conservarsi il proprio nulla???
@vesuvio: intendi dire che ci accontenta, che non si tenta di andare oltre? e perchè? per paura, pigrizia, noia? perchè al contrario già si sa, o si suppone di sapere, come andrà a finire?... grosso dilemma. Ci convivo quotidianamente con questo dubbio...
Coelho ha centrato una ns caratteristica, non c'e' che dire:-)
Non e' il primo coglione che passa st'omo...
SI
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